strade senza qualità












 



STRADE SENZA QUALITA'

Strade senza qualità è una riflessione fotografica sull'architettura di Saione, un quartiere popolare di Arezzo (capoluogo di provincia toscano di circa 100.000 abitanti) costruito a partire dalla fine del diciannovesimo secolo a seguito di alcuni cambiamenti urbanistici, volti ad ampliare la circoscritta città d'impianto medievale verso sud, abbattendo parte dell'antica cinta muraria rinascimentale e creando un nuovo impianto viario intorno alla preesistente tratto stradale dell'antica via Cassia, verso Roma (oggi via Vittorio Veneto).

Dalla seconda metà degli anni quaranta, il quartiere inizierà gradualmente a sviluppare l'aspetto attuale: i caseggiati rurali e qualche villetta in stile Belle Epoque, che ancora lasciavano spazio al tessuto prevalentemente agricolo del luogo, cederanno il passo alla costruzione di nuovi edifici in cemento armato che affiancheranno e a volte ingloberanno le vecchie architetture. Soprattutto tra l'inizio degli anni sessanta e la fine degli anni novanta del ventesimo secolo, gli edifici si moltiplicheranno apparentemente senza una vera e propria idea di urbanizzazione, ma piuttosto sfruttando la bolla immobiliare conseguente alla necessità di creare nuovi alloggi per la popolazione in crescita. Nell'arco di circa cinquant'anni la zona acquisterà dunque quel carattere di periferia popolare che a tutt'oggi mantiene, in contrapposizione alla super valutazione del centro storico medievale.

Strade piuttosto ampie, incorniciate da un patchwork di facciate dai colori pastello, sono la testimonianza di un'architettura residenziale che potremmo oggi definire come tipica della seconda metà del novecento in Italia.






























































































































































                                                                





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